Se stai raccogliendo da business angel o da investitori privati, una delle prime domande che ti faranno nel 2026 è: "Che detrazione ho?". La risposta è cambiata il 1° gennaio, e molti founder non lo sanno ancora.
In breve
- La detrazione ordinaria del 30% per chi investe in startup e PMI innovative non è utilizzabile dal 1° gennaio 2026.
- Resta operativa la detrazione IRPEF del 65% in regime de minimis, ma solo per alcune startup e con limiti stretti.
- Un ripristino del 30% anche per il 2026 è stato chiesto e avviato a livello europeo, ma a fine ottobre 2026 non risulta ancora approvato.
Cosa è successo al 30%
La detrazione ordinaria (IRPEF per le persone fisiche, deduzione IRES per le società) si basava su un'autorizzazione europea sugli aiuti di Stato. Quell'autorizzazione è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata rinnovata in tempo, e la Legge di Bilancio 2026 non ha previsto misure sostitutive. La norma non è stata abrogata: è sospesa.
A giugno 2026 il Governo ha dichiarato di aver chiuso il confronto con Bruxelles e di aver avviato la notifica di un nuovo regime, con l'obiettivo di applicarlo retroattivamente dal 1° gennaio 2026. Le associazioni del settore chiedono da mesi un ripristino pluriennale. Finché la notifica non viene approvata, però, chi investe non può contarci.
Cosa resta: il 65% de minimis
La detrazione del 65% è più alta, ma ha un perimetro molto più ristretto:
- vale solo per persone fisiche che investono in startup innovative (non PMI innovative);
- la startup deve essere iscritta alla sezione speciale del Registro Imprese da non più di tre anni;
- l'investimento agevolabile è al massimo 100 mila euro per periodo d'imposta, quindi la detrazione massima è di 65 mila euro;
- la partecipazione va mantenuta almeno tre anni;
- serve una domanda preventiva sulla piattaforma del MIMIT, prima di investire;
- rientra negli aiuti de minimis della startup, quindi conta il plafond già usato dall'azienda;
- la parte di detrazione che non trova capienza nell'IRPEF si può trasformare in credito d'imposta;
- sono esclusi gli investimenti indiretti tramite veicoli e chi è anche fornitore della startup oltre certe soglie.
Cosa fare se stai raccogliendo
- Verifica la tua posizione. Sei iscritta come startup innovativa? Da quanto tempo? Quanto plafond de minimis hai già usato con altri contributi?
- Mettilo per iscritto nel materiale per investitori. Una pagina chiara su cosa vale e cosa no evita settimane di domande e qualche sorpresa al momento del bonifico.
- Organizza i tempi. L'istanza al MIMIT va fatta prima dell'investimento: chi chiude un round in fretta rischia di perdere l'agevolazione.
- Fai validare tutto dal commercialista. Le regole hanno eccezioni e dettagli che dipendono dalla situazione del singolo investitore.
Le fonti
- GDC Tax: start-up e PMI innovative, agevolazione IRPEF/IRES in attesa del via libera 2026
- PMI.it: startup innovative, incentivi e regole
- Edotto: detrazione al 65% e domanda al MIMIT
Questo articolo non è consulenza fiscale. Lo aggiorniamo appena cambia il quadro: per riceverlo, iscriviti a Dispatch. Trovi le altre opportunità per chi fa startup nel Nord-Est nella Mappa del capitale. Se stai preparando un round e vuoi un confronto, scrivici.